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Viaggio lungo il Rando del Cannonau

Ciclisti lungo le strade della Sardegna, Bequalia

Rando del Cannonau, il viaggio

Dal 2017 il Rando del Cannonau è un percorso permanente (percorribile tutto l’anno), che si sviluppa attraverso l’intero territorio della Strada del CannonauAnche quest’anno l’appuntamento è per il 24 marzo a Dorgali, un territorio meraviglioso, dove la natura, la storia e l’enogastronomia formano un mix perfetto. Il Rando del Cannonau è l’occasione per fare esperienza dell’ospitalità, il cibo e il vino appunto, il Cannonau, il vitigno più coltivato al mondo che è simbolo e richiamo per eccellenza alla Sardegna.

La Rando del Cannonau è un Brevetto BRM/ACP (Brevets Randonneurs Mondiaux), inserito nel Calendario Internazionale e omologato ACP/ARI, che permette di far parte della Nazionale Italiana e di essere ammessi alla PBP (Paris-Brest-Paris) ed a molte delle grandi over 1200 (Major Challenge Randonneur Europe).

L’itinerario è un viaggio attraverso la Barbagia, l’Ogliastra e la Baronia, sub-regioni storiche del territorio della provincia di Nuoro. Sul sito ufficiale è possibile scaricare le tracce GPS dei percorsi e organizzare il tour secondo disponibilità ed esigenze personali. Il percorso completo copre una distanza fino a 600 km, con 2 soluzioni studiate dagli organizzatori di 200 e 100 e un dislivello complessivo di 7000 m.

Il vitigno del Cannonau

E’ il vitigno più coltivato non solo in Sardegna ma in tutto il mondo, nell’isola soprattutto nelle zone più centrali. Si pensava fosse arrivato dalla penisola iberica, invece recenti ritrovamenti risalenti a 3200 anni fa, rendono il vitigno del Cannonau una coltivazione endemica, sviluppatasi grazie al fatto di essere molto rustico, resistente all’aridità, capace di dare molta alcolicità e struttura ai vini.

E’ un vitigno a bacca nera, caratterizzato da foglia verde chiaro, glabra su entrambe le pagine. Molto vigoroso, esprime al meglio le sue potenzialità su terreni sciolti, poveri di sostanza organica e ricchi di principi nutritivi tipici della media ed alta collina, dove la viticoltura eroica consente di ottenere produzioni non abbondanti ma di grande qualità organolettica.
Nei territori eletti del Nuorese, Ogliastra e Mandrolisai ritroviamo oggi la maggior parte del Cannonau sardo, allevato in forme raccolte, con sesti di allevamento ristretti e potatura corta, tecniche queste, frutto della sapienza dell’uomo che ha saputo interpretare le esigenze di questo vitigno.
La scelta di tali tecniche agronomiche non consente di ottenere elevate produzioni, infatti, le rese per ettaro non sono mai molto alte e raggiungono mediamente gli 80 q.li per ettaro, che tendono a dimezzarsi nei vigneti posti in alta collina, su terreni sciolti, allevati ad alberello.
Le generazioni di viticoltori che si sono succedute hanno conservato, valorizzato e trasmesso questo patrimonio.
Il legame storico tra vitigno, uomo e territorio è stato in quest’area il fondamento per il recentemente riconoscimento da parte del Ministero dell’Agricoltura e delle Politiche Forestali di Zona Classica di Produzione.

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